

Bali, la perla dell´Indonesia
Fonte:
BuongiornoBali (Giornale in lingua Italiana di Bali)
La
gemma dell'arcipelago indonesiano é Bali, un'isola compatta che in poche
ore si puó passare dalle sabbiose spiagge nel sud agli spettacolari
bordi di un vulcano attivo alto 1.500 mt. sul livello del mare, fra i
templi immersi in una natura grandiosa. Bali vi avvolgerá con il suo
stupendo fascino.
Bali viene anche
chiamata l´Isola dei 10.000 templi o l´Isola degli Dei. Ogni villaggio ha
almeno 3 templi. Una leggenda indù racconta che a Bali trovarono rifugio
gli dei in fuga da Giava. Ancora oggi questa convivenza con l'invisibile
fa dell'isola un´affascinante e misteriosa meta. Bali é il posto giusto
per tutti:gli amanti del mare, spiaggia e surf , ad ovest dell'isola si
trovano le più belle spiagge per il surfing, immersioni e snorkeling.
Chi invece amasse la tranquillità può rilassarsi sulle bianche spiagge
lasciandosi trasportare nel sogno dallo scrosciare delle onde. Per chi
si annoiasse al mare ha la possibilità di fare del Golf in montagna o
fare del Rafting lungo il fiume Ayung, o andare in bicicletta o
scoprire uno dei lati meno conosciuti ma più belli dell´isola facendo
trekking.
La presenza umana
nell'isola risale alla preistoria. Alcuni reperti risalenti al 3000
a.C., ritrovati nei dintorni del villaggio di Cekik nella parte ovest
dell'isola, testimoniano l'insediamento di popolazioni migrate in tempi
preistorici dal continente asiatico. Le prime tracce storiche
identificate nell'isola sono cocci con iscrizioni braminiche, databili
intorno al I secolo a.C., che testimoniano l'arrivo di popolazioni indù
nell'isola.
Tra i più antichi
documenti scritti ritrovati a Bali vi é la "carta di Blanjoung", redatta
in sanscrito e risalente al 913 d.C., che menziona il sovrano Sri Kesari
Warmadewa e il luogo Walidwipa.
Un'iscrizione del 1041
incisa su di una pietra ritrovata a Giava (detta "Pietra di Calcutta" in
quanto conservata al Museo Indiano di Calcutta) riporta la genealogia
del re Airlangga, figlio del principe balinese Udayana.
In questo lungo periodo
di tempo venne sviluppato il sistema di irrigazione
subak per la coltivazione del riso.
Risalgono a questo periodo, inoltre, alcune tradizioni religiose e
culturali che esistono tuttora.
Nel 1343 l'Impero
Majapahit, che era insediato nella parte orientale di
Giava,
fondò una colonia a Bali. L'isola venne nuovamente menzionata su testi
giavanesi tra il 1059 e il 1205 nel Nagarakertagama, poema epico scritto
nel 1365 sotto il regno del re Hayam Wuruk dell'Impero Majapahit
(1350-1389).
All'inizio del XVI
secolo, con il declino dell'impero e la successiva occupazione di Giava
da parte delle truppe del re musulmano di Demak, vi fu un esodo di
artisti, religiosi ed intellettuali verso la colonia balinese.
Dopo che una nave
portoghese aveva sostato presso la costa di
Bukit
nel 1585, l'esploratore olandese Cornelis de Houtman sbarcò nel 1597
stabilendo il primo contatto con l'occidente.
Gli europei non
riuscirono però a stabilire una loro presenza come avevano fatto in
molte altre isole dell'arcipelago.
Negli anni 1620-1630, il
principe Blambangan, di fronte alla minaccia del sultano Agung di
Mataram, chiese aiuto alla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, ma
gli venne rifiutato. Blambangan si rivolse quindi al Dewa Agung
(re) di Gelgel di Bali, e le forze balinesi sconfissero il sultano Agung
nel 1635.
Bali non partecipò
direttamente ai traffici commerciali che animavano l'arcipelago, ma
divenne un esportatrice di cotone, riso, bestiame e selvaggina. La
fondazione di Batavia (l'odierna
Jakarta)
da parte della compagnia olandese nel 1619 e l'apertura del mercato
degli schiavi fu un'occasione per i principi balinesi di vendere i loro
prigionieri di guerra, fatto che accentuò i conflitti interni tra i
principati locali.
Dopo il 1660, Ki Gusti
Ngurah Panji Sakti fondò il regno di Buleleng nel settentrione
dell'isola. La dinastia di Gelgel estese il suo dominio sul regno di
Klungkung, i cui re, che conservavano il titolo di Dewa Agung,
vennero considerati la linea più nobile di Bali. Nella zona orientale,
il regno di Karangasem a partire dal 1680 intraprese la conquista
dell'isola di Lombok, affrontando gli eserciti di Gowa e di Sumbawa.
Buleleng
conquistò Blambangan nel 1697. Intorno al 1700, il regno di Mengwi
dominava il sud di Bali. Mengwi tolse Blambangan a Buleleng diventando
il re più potente dell'isola. Per tre volte (nel 1714, 1726 e 1729), dei
re balinesi sferrarono delle offensive verso la parte occidentale di
Giava per poter visitare i territori dell'Impero Majapahit di cui si
sentivano i discendenti.
I re di Mengwi spesero
molte risorse per mantenere la sovranità su Blambangan, ma quei
regnanti si convertirono all'islam nel 1770 e si allearono con la
compagnia olandese. Interessati a ridurre l'influenza balinese su Giava,
gli olandesi fecero scomparire l'ultimo stato induista.
Alla fine del XVIII
secolo, nessun regno balinese era in grado di dominare l'insieme delle
isole come aveva fatto Gelgel prima del 1650.
Gli olandesi non si
interessarono a Bali fino all'inizio del XIX secolo. In quel periodo,
l'economia dell'isola era basata essenzialmente sul commercio degli
schiavi e l'aristocrazia balinese ne vendeva oltre 2.000 ogni anno, in
cambio di armi e oppio di cui vi era un grande consumo.
Si dovette attendere il
1840 perché gli olandesi, approfittando delle rivalità tra i regni
balinesi, riuscissero con un'operazione congiunta navale e terrestre ad
occupare prima la regione di Sanur e poi Denpasar. Gli eserciti balinesi,
inferiori sia per numero che per armamenti, lanciarono un definitivo
attacco suicida che si stima sia costato oltre 4.000 vittime. Il dominio
olandese dell'isola, comunque, esercitò sempre un'influenza lieve,
consentendo che permanesse il controllo locale sulla religione e la
cultura.
Durante la Seconda
Guerra Mondiale, Bali venne occupata dai Giapponesi. Durante tale
occupazione, l'ufficiale balinese Gusti Ngurah Rai organizzò un
"esercito di liberazione". A seguito della resa del Giappone dell'agosto
1945, i Paesi Bassi ripristinarono in Indonesia, e quindi anche a Bali,
il governo coloniale esistente prima della guerra. I ribelli balinesi si
opposero utilizzando le armi abbandonate dai giapponesi. Il 20 novembre
1946 il colonnello ventinovenne Gusti Ngurah Rai scagliò le forze
ribelli nella Battaglia di Marga, contro le truppe olandesi. L'esercito
balinese venne completamente annientato e terminò cosi ogni ulteriore
resistenza. Nello stesso anno gli olandesi, rispondendo alla creazione
della Repubblica di Indonesia capeggiata da
Sukarno
e Hatta, proclamarono la Repubblica dell'Est Indonesia e Bali divenne
uno dei 13 distretti del nuovo stato.
I
Paesi Bassi riconobbero l'indipendenza della Repubblica degli Stati
Uniti di Indonesia e nel 1956 Bali rinunciò all'unione con i Paesi Bassi
divenendo ufficialmente una provincia dell'Indonesia.
Nel 1963 l'eruzione del
monte Agung provocò la morte di migliaia di persone, ingenerando una
crisi economica che costrinse molti abitanti a trasferirsi in altre zone
dell'Indonesia.
Nel 1965, in seguito ad
un fallito colpo di stato a
Giacarta
contro il governo nazionale, in tutte le regioni indonesiane, tra cui
Bali, si verificarono uccisioni di simpatizzanti e membri del PKI, il
Partito Comunista di Indonesia. Benché non esistano riscontri ufficiali,
si reputa che le squadre della morte, appoggiate dal generale Soeharto,
uccisero oltre 100.000 balinesi.
Il 12 ottobre 2002, un
attacco terroristico compiuto con un'auto bomba in un locale di Kuta ha
ucciso 202 persone, prevalentemente turisti stranieri. Il 1 ottobre 2005
un secondo doppio attacco terroristico contro turisti avvenuto sia nei
pressi della Baia di Jimbaran che nel centro di Kuta ha causato decine
di vittime
Le cittá principali
dell'isola sono:
-
Denpasar, la più popolosa città di
Bali e attuale capoluogo della provincia;
-
Singaraja, porto settentrionale e
vecchia capitale del periodo coloniale;
-
Ubud, a nord di Denpasar, centro
culturale dell'isola per la presenza di musei, gallerie e mercati
d'arte.
L´isola di Bali viene influenzata dal cambio di clima per via
dei monsoni, i quali producono acqua a sufficienza per la coltivazione dei
campi. Il centro sud di Bali è caratterizzato da spettacolari terrazze di
riso. A Bali la popolazione è 86% composta da Induisti. Ufficialmente la
religione a Bali si chiama Agama Hindu Dharma. La religione influenza la
vita giornaliera dei balinesi, la cultura e l´arte. Il credo nelle forze
della natura, l´ispirazione per l´ambiente, il rispetto per gli antenati,
sono tradizioni conservate che insieme all´ influenza Induista a portato
ad una complicata ma armoniosa religione indù-balinese. La religione
balinese è molto viva, tutti i giorni a Bali si può notare gruppi di donne
con difficoltose e variopinte composizioni di offerte, che vanno verso un
tempio, le più importanti feste vengono festeggiate con processioni che
vengono accompagnate dalla popolazione e da musicisti Gamelan.